Cassazione Civile – Il consenso informato ha una estensione limitata

01/08/2013 - www.ailf.eu

Il fatto

In primo e secondo grado è stata rigettata la domanda risarcitoria proposta da un paziente il quale ha sostenuto che nonostante avesse firmato il modulo di c.d. "consenso informato" riferito ad un intervento di "fistola sacrococcigea", era stato invece operato di "fistola perianale trans-sfinterica", riportando, come complicazione, un'incontinenza.

Tali complicazioni, pur se normalmente previste a seguito dell'intervento subito, non lo erano, invece, per l'intervento cui il paziente aveva prestato il proprio consenso.

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Di diverso avviso è stata la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso dell’uomo evidenziando una grave carenza nella motivazione della sentenza di appello nella parte in cui pur discostandosi dalle conclusioni raggiunte dal CTU, ha ritenuto "estendersi" ad un intervento diverso (e dalle diverse, possibili conseguenze) la manifestazione di consenso prestata dal paziente a quello invece previsto, opinando, del tutto immotivatamente (ed immotivatamente sostituendo il proprio convincimento alle considerazioni espresse su base scientifiche dal perito d'ufficio), che la diversa operazione - ed i ben diversi rischi ad essa sottesi - potessero ritenersi "ricompresi" nell'iniziale informazione.

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