È ancora allarme per l’obesità infantile

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22/02/2013 - Da qualche anno il trend di aumento sembra esservi invertito, ma il nostro Paese è ancora tra quelli con il maggior numero di bambini sovrappeso e obesi. Gli ultimi dati del ministero e dell’Iss. 

Le cifre del 2012 confermano livelli preoccupanti di eccesso ponderale nei bambini italiani di 8-9 anni: il 22,1% è risultato in sovrappeso e il 10,2% addirittura in condizioni di obesità, con percentuali più alte nelle Regioni del Centro e del Sud (le prevalenze nazionali per il 2012, escludendo le Asl Lombarde che non hanno partecipato alle prime due rilevazioni, sono 22,3% sovrappeso e 10,4% obesità).
È il risultato principale che emerge dalla fotografia scattata nel 2012 dal Sistema di sorveglianza “Okkio alla salute”, promosso dal ministero della Salute e dal Ccm (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) e coordinato dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità. I risultati di quest’ultima survey, condotta in collaborazione con le Regioni e il ministero dell’Istruzione nell’ambito del programma “Guadagnare salute”, sono stati presentati nei giorni scorsi a Roma.
 
Il campione. La rilevazione, giunta alla terza edizione, ha coinvolto 46.492 bambini di 2.623 terze classi della scuola primaria e 48.682 genitori distribuiti in tutte le Regioni, inclusa la Lombardia, che per la prima volta ha aderito con tutte le Asl. Confermata l’alta partecipazione delle due precedenti rilevazioni: solo il 3,1% dei genitori, infatti, ha rifiutato l’adesione dei figli.
Più “eccessi” al Centro-Sud. Dai dati 2012 risulta dunque che l’eccesso ponderale riguarda il 32,3% dei bambini della terza elementare, con una diminuzione del 2,9% rispetto alla prima rilevazione del 2008/2009. Le percentuali più alte di sovrappeso e obesità si registrano nelle Regioni del Centro-Sud: in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata l’eccesso ponderale riguarda più del 40% dei bambini, mentre Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige sono sotto il 25%.
Cattive abitudini alimentari e scarsa attività fisica. Sono due determinanti fondamentali dell’eccesso ponderale. Quanto alle prime, il 9% dei bambini salta la prima colazione e il 31% fa una colazione non adeguata (sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); il 67% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante; il 21% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura, mentre il 43% consuma abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. Quanto alla seconda, la situazione appare migliorata rispetto alle rilevazioni precedenti, ma l’inattività ha ancora valori troppo elevati: il 16% dei bambini pratica sport soltanto per un’ora a settimana o anche meno (era il 25% nel 2008-9); il 17% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’indagine (erano il 26%); il 42% ha il televisore in camera (-6%); il 36% guarda la televisione e/o gioca con i videogame per più di due ore al giorno (-11%) e solo un bambino su quattro va a scuola a piedi o in bicicletta.
Genitori poco consapevoli. Non sempre i genitori si rendono conto dei problemi di peso dei propri figli: tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi ben il 38% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale. Non solo: appena il 30% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva. Inoltre, soltanto il 40% delle madri di figli fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga un’attività motoria insufficiente. Tutti dati simili a quelli ottenuti nelle precedenti rilevazioni.

Il ruolo della scuola. La survey ha anche raccolto dati in 2.355 plessi di scuole primarie sulla struttura degli impianti, i programmi didattici, le iniziative di promozione della sana nutrizione e dell’attività fisica degli alunni. È emerso che il 72% delle scuole possiede una mensa; meno della metà (il 47%) prevede la distribuzione per la merenda di metà mattina di alimenti salutari (frutta, yogurt ecc.); il 35% delle classi svolge meno di due ore di attività motoria a settimana. Inoltre, solo una scuola su tre ha coinvolto i genitori in iniziative per favorire una sana alimentazione e una su quattro in quelle riguardanti l’attività motoria. 

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